PROBABILITÁ Definizione di Probabilità
Dal momento che, nel definire il quarto ente caratterizzante una misura (livello di confidenza o probabilità di copertura) abbiamo parlato di probabilità, definiamola.
In realtà negli ultimi due secoli sono stati condotti svariati tentativi di definire la probabilità in modo inattaccabile, tutti sfumati. Ogni definizione data era una definizione di tipo ricorsivo.
Accontentiamoci della seguente:
definiamo la probabilità che si verifichi un certo evento (esempio l'uscita del numero 5 nel lancio di un dado) come il rapporto tra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi totali (possibili), purché questi ultimi siano tutti ugualmente probabili. In altre parole la probabilità sarà un numero compreso tra 0 e 1; un evento che non può verificarsi ha probabilità zero; un evento che si verificherà sicuramente ha probabilità 1; tutte le situazioni in-termedie hanno probabilità compresa tra i valori 0 e 1.
PROBABILITA' E MISURAZIONI
Per utilizzare il concetto di probabilità nei nostri processi di misurazione dobbiamo considerare tali processi come perfettamente riproducibili (…….tutti ugualmente probabili).
Allora dotiamoci di uno strumento ed iniziamo a misurare.
Dobbiamo innanzitutto prestare attenzione alle caratteristiche del nostro strumento di misura; esso è caratterizzato da una unità di formato (minima divisione della scala dello strumento di misura) e da una certa risoluzione (la più piccola variazione apprezzabile e definibile univocamente).
La più piccola variazione apprezzabile e definibile univocamente, significa suddividere lo spazio tra due successive graduazioni (tacche) nell'intervallo più piccolo possibile ma che sia valutato nello stesso modo da più operatori.
Supponiamo che il nostro sia uno strumento ad uscita analogica con le seguenti caratteristiche:
unità di formato = 1 mm
risoluzione = 0,25 mm
FREQUENZE
Eseguiamo una serie di misurazioni e riportiamo i risultati in un grafico. Allo scopo suddividiamo l'asse delle ascisse in intervalli uguali al valore della risoluzione del nostro strumento, mentre indichiamo sull'asse delle ordinate il numero degli eventi. Su tale grafico riportiamo, per ogni misurazione eseguita, un rettangolo che ha per base il valore ottenuto e per altezza un evento: disegnamo così la successione degli eventi. Otteniamo un grafico ad istogramma (Grafico 1):
 | | Grafico 1: distribuzione delle frequenze |
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