Differenti fonti di informazione per la stima di incertezza di categoria B
La stima delle incertezze di categoria B è, come già detto, effettuata a priori, cioè basata su informazioni non provenienti dall'esperimento in oggetto ma precedenti. In pratica tali informazioni pos-sono derivare da:
- misure effettuate da altri o da se stessi durante prove precedenti ed indipendenti, ad esempio certificati di taratura, relazioni di prova, registri di laboratorio, ecc.;
- documentazione tecnica di strumentazione o impianti, ad esempio manuali di istruzioni, specifiche tecniche, relazioni di collaudo, ecc.;
- letteratura tecnica quali libri, manuali, elenchi di costanti e parametri fisici, proprietà dei materiali, ecc.;
- esperienza personale precedente che consenta una stima soggettiva.
Nel caso 1 la misura è già espressa in forma normale e non resta che utilizzare i valori riportati.
Nei casi 2 e 3 nulla si può dire in generale, poiché lo stile di presentazione dei dati tecnici è tutt'altro che normalizzato ed uniforme. Occorre quindi individuare per ciascun valore d'incertezza riportato, che cosa questo significhi esattamente. Raramente si trovano già in forma normale; più spesso sono espressi sotto forma di tolleranza, cioè viene indicato od un intervallo simmetrico (ad esempio ± 0,1°C) o un campo di variabilità (ad esempio [da 19,6 a 20,4]°C. In questo caso, se non si hanno informazioni aggiuntive, si può utilizzare la distribuzione rettangolare; se questa non è simmetrica occorre apportare la correzione al valore centrale.
Il caso 4 è il meno ambiguo perché chi fornisce l'informazione è la stessa persona che la utilizza e quindi sa perfettamente che cosa lui stesso intende esprimere con un certo valore. Va tuttavia sottolineato che è assolutamente necessario fare chiarezza con se stessi al riguardo, in quanto le conseguenze di considerare un certo valore come scarto tipo o come massima variabilità sono rilevanti ed ammontano ad un fattore
|